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Domani, nella sua prima tappa italiana, la sicurezza del Giro D’Italia passa alla Polizia Stradale, come ogni anno dal 1946.

 

polizia stradale

polizia stradale

L’impegno di 40 operatori della Polizia Stradale (di cui 26 motociclisti) scelti per la loro professionalità e comandati dal Vice Questore Aggiunto della Polizia di Stato dr. Alfredo Magliozzi sarà affiancato dai servizi di viabilità assicurati da tutte le Sezioni Polizia Stradale interessate dalle tappe del Giro con il massimo dispiegamento di uomini e mezzi. Il Primo Dirigente, dr. Massimo Piampiani, curerà i rapporti con le autorità locali di Pubblica Sicurezza lungo tutto il percorso della gara

 Tra le novità di quest’anno, Autostrade per l’Italia che parteciperà come sponsor del Giro con l’obiettivo di valorizzare l’impegno della Polizia Stradale sulla rete autostradale, ha chiesto all’organizzazione del Giro, un momento sul palco per premiare operazioni di polizia particolarmente rilevanti.

 In sei tappe – e precisamenteModena–Fano del 10 maggio, Urbino-Porto S. Elpidio dell’ 11 maggio, Civitavecchia–Assisi del 15 maggio, Savona-Cervere  del 13 maggio, Treviso-Alpe di Pampeago del 25 maggio,  Milano (circuito finale)  del 27 maggio – verranno premiati, infatti, uno o più operatori della Specialità  che si sono distinti recentemente in un’attività di soccorso o in un intervento  legato a compiti d’istituto con una targa e un tablet per il Reparto d’appartenenza.

 Anche quest’anno al servizio di scorta si affiancherà una campagna di sicurezza stradale che sarà legata al progetto Biciscuola promosso dalla RCS – La Gazzetta dello sport. Un’iniziativa rivolta agli studenti delle scuole elementari e medie che, facendo leva sul clima festoso della manifestazione sportiva, ha l’obiettivo di coinvolgere i giovani per affermare la cultura di legalità sulle strade.

 Il Commissario Capo della Polizia di Stato d.ssa Teresa Nobile, guiderà insieme ad altri sei dipendenti l’iniziativa ospitando gli studenti al Giro facendo loro vivere da vicini la kermesse legata alla manifestazione con il Pullman Azzurro e con uno stand dedicato alla sicurezza stradale, in particolare all’uso della bici, allestito presso ogni tappa di arrivo.

 
Mirco Ricci risponde ad Acacia-Scarpetti: nessun ribaltone sui Parchi

 

 

Mirco Ricci

Mirco Ricci

Ogg.: pur in un quadro di razionalizzazione e risparmio, va comunque salvaguardata l’autonomia dei territori

 

Nessun ribaltone sui Parchi: il Presidente del Gruppo PD regionale Mirco Ricci, membro della IV Commissione, lo sottolinea fermamente.

 

La Commissione si è limitata a emendare in due o tre punti la Proposta di Legge della Giunta”, precisa Mirco Ricci, “se anche fossero emendamenti significativi non si potrebbe mai parlare di ribaltone. Inoltre è importante ricordare che non è raro trovarsi di fronte a un voto differenziato sugli emendamenti, come è accaduto in questo caso.”

 

In occasione dell’ultimo incontro di maggioranza”, precisa ancora il Capogruppo Pd, “si è parlato di enti strumentali come Ersu, Erap e Parchi e lo stesso Presidente della Giunta si è detto convinto del fatto che, pur in un quadro di razionalizzazione e risparmio, va comunque salvaguardata l’autonomia dei territori, che non può essere svuotata di significato. Se si privassero i territori di ogni loro funzione si rischierebbe di generare gravi conflitti: è stata questa la conclusione raggiunta nell’incontro di maggioranza.”

 

E’ certo necessario che dal punto di vista della razionalizzazione ci sia omogeneità, con riferimento ai vari Enti strumentali”, spiega Mirco Ricci, “ma non si può costruire un percorso blindato con una linea comune e immodificabile per tutti gli enti, i quali presentano differenze anche rispetto al loro legame con i territori.”

 

Mirco Ricci conclude la sua dichiarazione rispondendo ad Acacia-Scarpetti, membro IDV della IV Commissione, secondo il quale ‘sui Parchi in quasi tutte le regioni è il governatore a nominare i vertici’, contrariamente a quanto si è scelto di fare qui: “Non mi risulta”, dice Mirco Ricci, “poiché in almeno cinque Regioni questo non accade. Pensiamo all’Emilia Romagna, dove il Presidente è nominato dall’ente Parco, o alla Toscana, dove la scelta avviene d’intesa tra Ente Parco e Giunta Regionale. Ma ci sono anche la Lombardia, il Piemonte, la Liguria: se in Lombardia la nomina è dell’Ente Parco, in Piemonte avviene d’intesa con la Giunta, mentre in Liguria è di competenza della Giunta ma sulla base del parere espresso dai cinque componenti dell’Ente Parco.”


 
Impianto a biogas di Montegiorgio soggetto esclusivamente ad autorizzazione unica Regionale
Cesetti

Cesetti

Sull’ipotesi di una centrale a biogas in località Fontebella a Montegiorgio si discute da diverse settimane, sulle pagine dei giornali così come nelle assemblee pubbliche e nelle sedi istituzionali.

E’ necessario, però, fare alcune doverose precisazioni, soprattutto in riferimento alle competenze.
Ho letto che secondo il Sindaco Benedetti l’intervento sarebbe soggetto a verifica di Valutazione di Impatto Ambientale e, quindi, di competenza della Provincia.
Mi trovo, perciò, costretto a ricordare al Sindaco che l’impianto in questione non è affatto assoggettabile a tale procedura di VIA di competenza provinciale, perché al di sotto della soglia di potenza dei 3MWtermici.
Questo impianto di produzione di energia elettrica, alimentato secondo la società proponente da biogas prodotto da biomasse, ha infatti una potenza elettrica di 999kW (pari ad una potenza termica effettiva di circa 2,4 MW) e, quindi, è soggetto esclusivamente ad autorizzazione unica regionale ex art.12 D.Lgs n.387/2003 e D.M. 10/09/2010 (linee guida nazionali sulle fonti rinnovabili), nella quale neanche è compresa l’autorizzazione alle emissioni di competenza provinciale, perché è un impianto – come detto – sotto la soglia dei 3MWtermici.
Le uniche competenze della Provincia sono riferibili soltanto all’autorizzazione del cavidotto/elettrodotto di collegamento alla rete elettrica di pertinenza del Settore Genio Civile ed all’accesso sulla strada provinciale di pertinenza del Settore Viabilità.
A conferma della procedura su indicata, segnalo come gli stessi proponenti dell’iniziativa abbiano presentato proprio in Regione lo scorso 27 marzo la richiesta di autorizzazione unica.
Sotto il profilo più strettamente politico, ho già avuto modo di manifestare la ferma contrarietà della Provincia al progetto, in quanto l’ipotizzato insediamento è all’evidenza incompatibile con la vocazione della zona interessata e, soprattutto, dannoso per la salute e la sicurezza dei cittadini.
Pertanto, la Provincia adotterà tutte le iniziative possibili affinché l’ipotizzato impianto non venga realizzato, ovviamente e, come sempre, nel più rigoroso rispetto della normativa vigente.
A tal fine, ribadisco la soddisfazione per la piena sintonia riscontrata non solo con i Consiglieri di maggioranza Licia Canigola e Gabrio Jommi ma anche con l’esponente di minoranza, nonché Vice Presidente del Consiglio provinciale, Bruno Belleggia, che sarà sicuramente fondamentale per dare una maggiore efficacia all’azione politica della Provincia.