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“Nati per leggere”, anche le Comunità Montane aderiscono al progetto di promozione della lettura
Pesaro

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Pesaro- Protocollo d’intesa siglato in Provincia. L’assessore Davide Rossi: “E’ scientificamente provato che leggere ad alta voce a bambini fin dalla prima età ha effetti positivi sul piano relazionale e cognitivo

Anche le Comunità montane dell’Alto e Medio Metauro, del Montefeltro e del Catria e Nerone hanno aderito al progetto “Nati per leggere” per la promozione della lettura ad alta voce ai bambini fin dal primo anno di vita. Il protocollo d’intesa è stato siglato dall’assessore alla Cultura Davide Rossi, dal direttore dell’Asur Marche Area Vasta n.1 Maria Capalbo, dal segretario provinciale Fimp (Federazione italiana medici pediatri) di Pesaro e Urbino Bruno Arcangeli, dal presidente della Comunità Montana Alto e Medio Metauro Alceo Serafini, dal segretario generale della Comunità Montana del Montefeltro Cristina Torcolacci e dall’assessore alla Cultura della Comunità Montana Catria e Nerone Silvia Allegrezza.

Promosso sul territorio dalla Provincia (assessorato alla Cultura) in collaborazione con Asur Marche Area Vasta n.1, Azienda Ospedali Riuniti Marche Nord, Federazione italiana medici pediatri Pesaro e Urbino e Associazione Italiana biblioteche sezione Marche, “Nati per leggere” ha visto in questi anni l’adesione di numerosi Comuni ed altri enti pubblici e privati, creando un vero e proprio coordinamento, a cui aderiscono anche 33 biblioteche.
“E’ scientificamente dimostrato – evidenzia l’assessore alla Cultura della Provincia Davide Rossi – che leggere ad alta voce, con una certa continuità, ai bambini fin dai primi anni di vita, ha una positiva influenza sia dal punto di vista relazionale, come straordinaria opportunità di relazione tra bambino e genitori, sia dal punto di vista cognitivo ed emotivo, dato che nel piccolo si sviluppa meglio e più precocemente la comprensione del linguaggio e la capacità di lettura. La validità del progetto è stata riconosciuta anche da un punto di vista socio – sanitario, per prevenire difficoltà cognitive e relazionali”.
Attraverso l’alleanza tra enti pubblici e privati, bibliotecari, pediatri e genitori, il progetto si propone vari obiettivi: promuovere la lettura ad alta voce per bambini da o a 6 anni; sostenere l’attività delle biblioteche aderenti e invitare altre a partecipare; stimolare pediatri, asili nido, scuole materne, associazioni, ludoteche, librerie a promuovere l’attività di lettura dei genitori; organizzare occasioni di incontro con genitori in attesa durante i corsi pre-parto o di accompagnamento alla nascita; destinare idonei spazi a collezioni librarie per bambini all’interno di reparti, ambulatori pediatrici o centri di vaccinazione.


 
Servizi sociali: si rafforza il proggetto “Vita indipendente”.

Il progetto regionale “Vita Indipendente”, a favore di persone con grave disabilità motoria diventa stabile e continuativo. La fase sperimentale, cominciata quattro anni fa, si concluderà ad aprile ma vista la validità e la peculiarità dell’intervento, nonché gli ottimi risultati conseguiti, la Giunta ha ritenuto opportuno proseguire per il prossimo triennio, aumentando le risorse e il numero degli utenti.

“I soggetti inseriti nella sperimentazione – spiega l’assessore regionale ai Servizi sociali, Luca Marconi – sono stati 42 e i vantaggi ottenuti in termini di autonomia sono stati notevoli. Attraverso i Piani personalizzati di Vita Indipendente si è infatti garantito a queste persone con grave disabilità motoria il diritto all’autodeterminazione della propria esistenza. L’intervento, personalizzato e finalizzato alle necessità individuali, ha permesso loro di compiere azioni che la disabilità impedirebbe nonostante l’eventuale utilizzo di ausili tecnici. Inoltre, l’assistenza autogestita ha evitato la loro istituzionalizzazione, favorendone la domiciliarità e valorizzando sia le condizioni umane che le residue capacità lavorative”.

Vita Indipendente significa infatti libertà di scelta nonostante la disabilità. Il percorso progettuale, garantendo e sostenendo un’assistenza personale autogestita, consente al disabile di superare il ruolo di mero fruitore di cure per diventare soggetto attivo e protagonista della propria vita.

“In altre parole – continua Marconi – questa progetto ha concesso ai beneficiari  l’opportunità di decidere in prima persona l’agire quotidiano, dalla cura della persona, alla mobilità in casa, al lavoro, fino a tutte quelle azioni volte a garantire l’autonomia e l’integrazione sociale, potendo scegliere e assumere autonomamente l’assistente personale”.

E’ previsto lo stanziamento di 600 mila euro per il 2012, con un notevole incremento rispetto ai 280 mila euro impiegati per la fase sperimentale. La Regione concorre al finanziamento dei Progetti da un minimo del 50 ad un massimo del 75%  sulla base del reddito della persona disabile. L’utente è tenuto a contribuire nella misura del 5% a partire dal reddito di 10mila fino ad un massimo del 25% nel caso di reddito superiore a 30mila euro. Il servizio è gratuito per redditi inferiori a 10 mila euro. Una quota del 25% è a carico del Comune di residenza della persona disabile che può scegliere se compartecipare o meno. A sostegno della spesa dell’ente locale possono concorrere anche altri enti e organismi pubblici o privati.

I destinatari dei Piani personalizzati di Vita Indipendente sono esclusivamente le persone con disabilità motoria, di età compresa tra i 18 e 65 anni, in possesso della certificazione di gravità, che intendono realizzare il proprio progetto di vita.

Le persone con disabilità devono manifestare capacità di autodeterminazione e chiara volontà di gestire in modo autonomo la propria esistenza e le proprie scelte. L’assistente personale è un operatore che interviene accanto alla persona disabile per aiutarla negli atti quotidiani compensando i suoi limiti funzionali, permettendole di realizzare delle attività, di integrarsi e di partecipare alla vita sociale. La persona con disabilità sceglie autonomamente i propri assistenti personali ed è tenuta a regolarizzarne il rapporto con un contratto di lavoro.

I Piani personalizzati vengono redatti dall’Unità Multidisciplinare Età Evolutiva (U.M.E.A.) d’intesa con l’Assistente sociale del Comune di residenza o dell’Ambito Territoriale Sociale di riferimento e poi esaminati dall’apposito Servizio regionale ai fini della stesura delle graduatorie. In base al punteggio ottenuto verranno redatte due graduatorie: graduatoria “A” riservata ai soli soggetti che hanno già partecipato alla sperimentazione, nel caso in cui presentino Piani personalizzati con lo stesso monte ore del biennio 2010-2012; graduatoria “B” per i nuovi richiedenti e per coloro che hanno già partecipato alla sperimentazione ma che presentino Piani personalizzati con un monte ore superiore rispetto a quello del biennio 2010-2012.

 
Centrale Turbogas, Comitato dello Sviluppo Sostenibile Valcesano, “la Regione deve cambiare strategia per Corinaldo”
corinaldoturbogas

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Molte, troppe circostanze accomunano la Centrale Turbogas di S.Severino Marche e la Centrale Turbogas di Corinaldo.

Intendiamo portare a conoscenza di quanto sta avvenendo a S.Severino Marche in merito al progetto di realizzazione di una Centrale Turbogas da 380 MWe presentato dalla Ditta Agem s.r.l.:

  • La Giunta Regionale il 30.7.2008 ha dato L’INTESA NEGATIVA al progetto.
  • Il Ministero dello Sviluppo Economico l’8.08.2008 ha decretato il diniego al progetto in seguito all’intesa negativa della Regione.
  • Il TAR Lazio, lo scorso febbraio, ha annullato la Delibera della Giunta Regionale perché le ragioni del diniego non erano basate su motivazioni adeguate e di conseguenza ha annullato anche il decreto di chiusura del Ministero dello Sviluppo Economico.
  • Risultato: il procedimento dovrà essere riaperto e la realizzazione della centrale è più vicina, posto che le uniche argomentazioni della Regione Marche sono state ritenute inadeguate ed inconsistenti.

La similitudine con il procedimento per l’autorizzazione della turbogas di Corinaldo è evidente in tutta la sua gravità:

  • La Giunta Regionale ha espresso la sua posizione unicamente con la DGR 236 del 21 febbraio 2011, da noi decisamente osteggiata e contestata come inopportuna e controproducente, con la quale ha preannunciato l’intesa negativa al progetto di Edison S.p.a. La stessa strategia perdente usata per S.Severino Marche!
  • Difatti, il Ministero per lo Sviluppo Economico, beffandosi del contenuto della delibera, ha risposto alla Regione Marche chein merito al rilascio dellintesa da parte di codesta Regione, si rammenta che il comma 30 dellart.27 della Legge 23 luglo 2009, n.99, ha modificato la legge 55/2002, prevedendo alla disposizione originaria dellart.1, comma 2, cheleventuale rifiuto regionale dellintesa deve essere espresso con provvedimento motivato, che deve specificatamente tenere conto delle risultanze dellistruttoria ed esporre in modo chiaro e dettagliato le ragioni del dissenso dalla proposta ministeriale dintesa.

Pertanto, visto che la sopra riportata normativa si applica al procedimento in oggetto, si precisa che questa Amministrazione procederà alla formulazione della proposta ministeriale di intesa solo in occasione della riunione conclusiva della Conferenza di Servizi, una volta concluso liter istruttorio condotto ai sensi della citata legge 55/2002, non rilevando, pertanto, uneventuale determinazione regionale resa precedentemente.;

A questo punto è evidente che il metodo usato dalla Regione non è efficace ad impedire la realizzazione di questi impianti nelle Marche.

Anche a S. Severino Marche, infatti, cittadini ed EE.LL. sono stati lasciati soli a difendere i propri territori e solo alla fine la Regione è intervenuta dando l’intesa finale negativa, ma senza successo.

Ribadiamo il risultato di tale inconsistente e illogica strategia: ANNULLAMENTO, DA PARTE DEL TAR, SIA DELL’INTESA NEGATIVA DATA DALLA REGIONE MARCHE CHE DEL DECRETO MINISTERIALE DI CHIUSURA DEL PROCEDIMENTO IN SENSO NEGATIVO.

Ben più consistenti, allo stato degli atti, le azioni che la Regione Marche potrebbe intraprendere per quanto riguarda il progetto di Corinaldo. La Valutazione d’Impatto Ambientale (VIA) ha avuto esito negativo presso il Ministero dell’Ambiente e per questa ragione si impone la conclusione del procedimento con esito negativo da parte del Ministero per lo Sviluppo Economico senza che la Regione sia chiamata ad esprimere alcuna intesa.

Ci sembra infatti molto più logico e coerente che la Giunta Regionale si attivi immediatamente e senza indugi per chiedere la chiusura del procedimento da parte del Ministero per lo Sviluppo Economico, invece che tacere ed aspettare che si arrivi all’intesa come parrebbe voler fare dai documenti che la stessa emana. Intervenire alla “fine dei giochi”, come già fece con S.Severino Marche, è stata una mossa perdente che sarebbe “diabolico” ripetere con Corinaldo.

Pertanto, oggi a maggior ragione, esigiamo che per il progetto Edison, la Regione Marche si attivi immediatamente facendosi portavoce ed interlocutore presso i Ministeri competenti e ottenga la chiusura del procedimento dato l’esito negativo della VIA.

La burocrazia è uno “strano” soggetto: continua a lavorare in silenzio, pagata da noi cittadini, ed agisce quando meno te lo aspetti.

Ma noi non ci faremo sorprendere e poniamo sin d’ora una domanda ai Sindaci e ai Presidenti di Provincia:“cosa ha risposto il Presidente Spacca agli ordini del giorno approvati dopo l’assemblea pubblica indetta dal Comitato il 4 Novembre u.s.?”

E’ ora che tutte le Istituzioni dicano con chiarezza da che parte stanno.

Chiameremo a breve i cittadini per informali sull’evolversi delle situazioni.

La turbogas di Corinaldo non si farà mai!

Il Comitato Sviluppo Sostenibile Valcesano