Oggi: il Presidente del Gruppo PD regionale Mirco Ricci, relatore di maggioranza per la IV Commissione, esprime soddisfazione per il risultato raggiunto
Il Presidente del Gruppo PD regionale Mirco Ricci, relatore di maggioranza per la IV Commissione, sottolinea l’importanza di questo traguardo.
“La nuova Legge si fonda su due concetti fondamentali: una rappresentanza la più ampia possibile, anche all’interno del Consiglio Direttivo, e una logica di sussidiarietà resa fattibile grazie ad alcune prerogative lasciate al Parco stesso.
E’ infatti prevista all’interno del Consiglio Direttivo la presenza di ambientalisti e agricoltori, oltre che di rappresentanti di Regione ed Enti locali, consentendo l’espressione delle istanze di ciascun soggetto interessato; alla Comunità del Parco spetterà l’approvazione del Piano Pluriennale, per garantire una rappresentazione larga delle sensibilità.
Non si tratta di un risultato di poco conto, essendo anche riusciti a non svuotare di significato l’azione dei territori, evitando di accentrare al livello regionale”.
Mirco Ricci tiene anche a sottolineare che nell’approvare la nuova Legge l’Assemblea Legislativa ha respinto un emendamento riguardante la presunta incompatibilità dei Consiglieri comunali e provinciali rispetto a un ruolo all’interno del consiglio Direttivo del Parco: “Non sarebbe stato accettabile prevedere nella nuova legge regionale un simile vincolo di incompatibilità”, afferma Ricci.
Il Relatore di maggioranza spiega che il nuovo ente Parco sarà costituito da tre organi: oltre al Presidente e al Consiglio Direttivo, che nominerà il Presidente stesso, sarà introdotta la figura del Revisore dei conti.
Sarà poi introdotto il criterio della rotazione dei rappresentanti degli Enti locali, evitando la permanenza per più di un mandato consecutivo e consentendo di dar spazio a tutti.
Anche il Presidente avrà un vincolo di mandato, non potendo rimanere in carica per più di due mandati.
“Non bisogna dimenticare un altro importante aspetto”, chiosa Mirco Ricci: “ le competenze di gestione sono distinte dalla rappresentanza più estesa, avendo evitato il rischio di un voto ponderato che avrebbe attribuito maggiore o minore rappresentatività a ciascun comune”.
Secondo Mirco Ricci, infine, non si deve attribuire eccessiva importanza alle pressioni dell’Emilia Romagna rispetto al Parco Interregionale di Carpegna, che interessa sei comuni marchigiani contro un solo comune in provincia di Rimini, Pennabilli.
“Possiamo attendere quattro mesi per una legge sul Parco Interregionale”, afferma Ricci, “occorre una legge equilibrata tra Marche ed Emilia Romagna. Il congelamento degli organi però non può durare troppo a lungo, in attesa della legge: la Regione Marche può valutare l’ipotesi di fare una legge solo regionale, che istituisca il Parco senza il comune di Pennabilli”, conclude Mirco Ricci.




