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Dimissioni !
Marcello Liverani

Marcello Liverani

Senigallia-Ebbene si, al di là della politica, delle ideologie e delle proprie idee, quando si tratta di problematiche vere e oneste, inerenti la propria città e i propri cittadini e quando un qualcuno dice la verità, per quanto mi riguarda non c’è assolutamente nulla di “scandaloso” e “vergognoso” a condividere un pensiero di chi politicamente non è dalla mia parte.

Bene ha fatto Partecipazione a chiedere le dimissioni di Volpini in quanto, ed è sotto l’occhio di tutti, è inutile avere un Assessore che non decide nulla ed è completamente mancante sull’unico problema che dovrebbe essere di sua competenza!

Ma non è l’unico colpevole ovviamente, perché qui la spartizione della “ridicolaggine” è da distribuire ad un bel terzetto: Mangialardi-Volpini- Bevilacqua! Vogliamo ricordare quando il trio si è incontrato i primi di marzo? Con quale risultato? Noi della Fiamma Tricolore l’avevamo evidenziato in un comunicato a firma Riccardo De Amicis che ha fatto tanto “inquietare” l’Assessore Volpini il quale, credendo che fossi io l’autore, minacciò di “querelarmi” in una telefonata fiume direttamente a Riccardo, rimanendoci poi male quando seppe che il comunicato non era farina del mio sacco !

Ora invece questo è farina del mio sacco!

E come vogliamo metterla adesso visto che è scesa in campo anche Partecipazione per sollevare, e ribadisco giustamente, un problema che ben difficilmente avrà un lieto fine, vista la gestione “silenziosa e nulla” di tutta la vicenda? L’Assessore Volpini querelerà Partecipazione? Continueranno le riunioni a tre con un “nulla di fatto? Il Sig. Sindaco Mangialardi si degnerà di dare qualche risposta o continuerà nel suo sempre e persistente “silenzio assordante”? Il Dott. Bevilacqua darà le risposte che Partecipazione gli ha scritto ben due mesi fa (evidentemente erano scritte troppo in piccolo…) o continuerà a fare orecchie da mercante?

Perché chiedere solamente le dimissioni dell’Assessore Volpini quando anche il Sindaco è corresponsabile del problema? Perché non chiederle anche per il Dott. Bevilacqua che alla faccia del rispetto verso i cittadini di Senigallia, come scrive giustamente Partecipazione, non si degna non dico di risolvere il problema, ma neanche di rispondere a chi educatamente gli pone delle domande, scritte per giunta? Queste cose solo in Italia accadono, in altri paesi si dimettono anche per semplici illazioni o presunte colpe!

E inevitabilmente, come sempre, ricade sulle spalle dei cittadini, perché qui abbiamo tre persone, due politici: il Sindaco Mangialardi e l’Assessore Volpini, e un tecnico: Bevilacqua, stipendiate con denaro pubblico per dirimere i problemi che invece non riescono minimamente a risolvere per svariati motivi, tra i quali gli annosi intrecci politici.

Ora, in qualsiasi azienda privata che si rispetti, se chi è preposto a lavorare per risolvere i problemi non lo fa, viene ovviamente licenziato e mandato a casa, ma questo purtroppo non avviene in politica, perché la “cadrega” non si lascia mai se non a fine mandato, sempre che non si venga rieletti o riciclati.

Il problema della Sanità a Senigallia è stato molto ben spiegato ed esposto da Partecipazione oggi, e da noi della Fiamma Tricolore in passato, quindi non mi dilungo in ripetizioni di parole inutili sulla tematica specifica; mi preme solo far notare come si è arrivati oggi ad avere una politica così tanto partecipativa che proprio non serve a nulla, perché oggi il politico dell’area centrista, sia che sia di destra o di sinistra, è “scaduto” come lo yogurt lasciato fuori dal frigorifero.

Noi del Movimento Sociale ribadiamo un concetto che crediamo imprescindibile: non occorre “liberalizzare” (e quindi privatizzare), ma “liberare” immediatamente la Sanità dalle grinfie di questa politica, che non conclude nulla, che non rispetta i diritti di chi paga le tasse, che non sono poche. E di queste tematiche, ossia di tutte quelle che riguardano i diritti dei cittadini, scusatemi se lo dico, ma gli unici che veramente hanno a cuore i problemi che riguardano il popolo, sono quei partiti che stanno aldilà della “folla centrista” e fuori dalla logica “dell’incollatura alla cadrega” come Partecipazione, Rifondazione Comunista e noi della Fiamma Tricolore, anche se per qualcuno, come mi è stato detto in privato, siamo “ridicoli” ed è contento di non vederci seduti in Consiglio Comunale. Le offese non ci spaventano, in quanto è sotto gli occhi di tutti che così continuando in Consiglio Comunale la Fiamma Tricolore ci entrerà a “passo di carica” preoccupandoci di fare una buona scorta di “Buscopan” (e non “l’olio di ricino” come qualcuno pensa) per calmare i tanti mal di pancia che inevitabilmente qualcuno avrà.

Marcello Liverani
Segretario Movimento Sociale Fiamma Tricolore di Senigallia.

 
Senigallia dice no con uno striscione alle spese militari.

 

 

 

 

Striscione taglio spese militari-

Striscione taglio spese militari-

Senigallia-L’Amministrazione Comunale di Senigallia, raccogliendo l’invito fatto dalla Università della pace della Regione Marche, dalla Scuola di pace di Senigallia e dalla Tavola della Pace, ha deciso di aderire alla campagna nazionale avviata per la riduzione delle spese militari.

Da tempo, infatti, numerose associazioni del mondo pacifista e del volontariato, insieme al Coordinamento degli Enti locali che ne fanno parte, hanno lanciato una campagna di informazione e mobilitazione dell’opinione pubblica affinché il Governo nazionale rinunci al preventivato acquisto di cacciabombardieri F35 (all’inizio 131, poi già ridotti a 90) che hanno capacità di trasporto di ordigni nucleari e il cui costo si aggira sui 15 miliardi di euro.

La Giunta Municipale ha confermato il proprio sostegno all’iniziativa con una specifica deliberazione: la n° 52, approvata il 3 aprile scorso, che fa seguito peraltro a un’analoga espressione dello stesso Consiglio Comunale con atto n° 10 del 25 gennaio 2012. Ed è stato così stabilito di esprimere con un gesto concreto il dissenso, attraverso la esposizione presso il palazzo della residenza comunale di uno striscione con la scritta “TAGLIAMO LE SPESE MILITARI”. Tale striscione è stato collocato questa mattina e rimarrà appeso fino a domenica prossima, 15 aprile, per manifestare così con forza il no della Città a questa operazione. Va ricordato d’altra parte che Senigallia ha sempre agito nel rispetto degli ideali di pace, di solidarietà e di integrazione fra le persone, i gruppi sociali, i popoli, tanto da aver voluto sancire questo impegno fin dall’articolo 1 dello Statuto comunale.

Attualmente l’Italia è coinvolta nel più grande progetto aeronautico militare della storia, ma già altri Paesi partecipanti (Gran Bretagna, Norvegia, Olanda, Danimarca e gli stessi Stati Uniti) hanno sollevato forti dubbi e rivisto la propria partecipazione.

In questo periodo di crisi e di mancanza di risorse in molti settori della nostra società, diventa infatti assolutamente prioritario ridurre la spesa militare: la rinuncia all’acquisto degli F35 potrebbe dunque rappresentare un forte segnale di inversione di rotta, per dirottare i fondi dalle spese militari ad altri settori, come ad esempio il sociale,  oltre che per riallineare il modello di difesa al dettato della nostra Costituzione, che stabilisce il rifiuto della guerra come metodo di risoluzione dei conflitti.

L’obiettivo dei promotori della campagna, appoggiata in pieno dall’Amministrazione Comunale, è allora quello di rifiutare uno spreco di risorse per aerei da guerra e destinare invece questi ingenti fondi al sostegno delle fasce più deboli della popolazione, sviluppando investimenti in materia di lavoro, ambiente, solidarietà e sicurezza sociale, in particolare per la ricerca e la difesa del territorio. Sarà questo il modo migliore per commemorare degnamente anche il prossimo 25 aprile, riaffermando quei valori costituzionali che la Città di Senigallia ha sempre difeso.

 

 
Senigallia, senza stipendio da 4 mesi, sale sulla gru

Commissario, Sindanco, operaio

Commissario, Sindanco, operaio

Senigallia- E’ salito per qualche ora su una gru a Senigallia uno dei 7 operai kosovari della ‘Sibo’ di Brescia, che hanno dato vita ad una protestata in via Guercino, dove sono in corso lavori per la costruzione di due alloggi Erap, perche’ l’azienda bresciana non paga loro lo stipendio da 4 mesi.

La ‘Sibo’ opera in subappalto per conto della ‘Soimper Costruzioni’ di Padova.

L’operaio ha annunciato che non sarebbe sceso fino a quando non si fosse trovata una soluzione alla vicenda. Poi, la polizia e il sindaco Maurizio Mangialardi, l’hanno convinto a tornare a terra.