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”Cantiere navale, cuore e storia di Ancona, facciamolo vivere”.
fincantieri fiom

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Ancona- L’assemblea dei lavoratori di Ancona ha approvato all’unanimita’ l’accordo siglato ieri con l’azienda.

In circa 300 hanno poi riaperto, dopo mesi e dopo giorni e giorni di lotta, i cancelli dello stabilimento, togliendo il cartello che vi campeggiava dall’inizio della crisi, con la scritta: ”Cantiere navale, cuore e storia di Ancona, facciamolo vivere”.

Nell’entusiasmo generale e’ stata stappata una bottiglia di spumante, e i sindacalisti che hanno condotto le trattative sono stati portati in trionfo.

Dichiarazioni segretari del pd

Esprimiamo grande soddisfazione per la sottoscrizione dell’accordo sulla Fincantieri di Ancona. Il risultato è stato raggiunto grazie, certamente, all’impegno dei lavoratori, delle forze sindacali che nell’esercizio delle loro prerogative si sono fortemente mobilitati a difesa della dignità del lavoro.

Sottolineiamo altresì il ruolo esercitato in questi anni dal Partito Democratico ai vari livelli ed anche l’impegno di Comune, Provincia e Regione finalizzato a mantenere aperto il canale di dialogo e a promuovere un confronto efficace tra le diverse opzioni in campo.
La situazione richiedeva delle risposte immediate che potessero contenere la consapevolezza di quanto fondamentale sia per il nostro Paese e il nostro territorio la salvaguardia e il rilancio della cantieristica navale, e che facessero intravedere una prospettiva ai lavoratori ed alle loro famiglie.

 
L’Assessore al lavoro Lucchetti ha incontrato i delegati Fincantieri
Lucchetti

Lucchetti

Ancona- I delegati Rsu della Fincantieri di Ancona, durante il presidio organizzato oggi in Regione, hanno consegnato all’assessore al Lavoro Marco Lucchetti un documento contenente la posizione espressa dai lavoratori, che la Regione Marche dovrà tenere in considerazione rispetto al confronto con l’azienda.

I punti ribaditi dai lavoratori riguardano l’assegnazione immediata delle due commesse – Compagnie du Ponant e Silver Sea – allo stabilimento di Ancona, la gestione di eventuali eccedenze produttive attraverso la cassa integrazione straordinaria a rotazione, prepensionamenti, esodi incentivati e mobilità con assenso del lavoratore, la riqualificazione professionale del personale per l’impiego in attività esternalizzate, per la massima salvaguardia dell’occupazione.

L’Assessore ha preso atto della posizione dei delegati Rsu ed ha confermato il tavolo già convocato per domani con i sindacati, a fronte di una riconvocazione di un tavolo con Fincantieri. “Richiamo l’azienda al rispetto di quanto stabilito nel verbale sottoscritto il 21 settembre scorso tra sindacati, Regione, Provincia, Comune, Confindustria e Fincantieri stessa”, ha detto Luchetti.

Erano presenti all’incontro, il presidente dell’Assemblea legislativa regionale, Vittoriano Solazzi, l’assessore alle Attività produttive, Sara Giannini.(

 
Fincantieri: salviamo l’indotto

O_Gregorini

O_Gregorini

Richiamo della CNA alle Istituzioni e alla politica: “Non facciamo lo stesso errore commesso nella vicenda Merloni

 “Errare è umano, perseverare è diabolico, eppure nella nostra regione continuiamo a commettere gli stessi gravi errori”. Otello Gregorini, direttore della Cna provinciale, trova “assurdo che l’esperienza Merloni non abbia insegnato nulla e che si continui a sbagliare anche in merito alla Fincantieri”.

“Il caso Merloni – afferma il direttore – avrebbe dovuto far capire qualcosa a tutti noi, alle piccole imprese ma anche a chi le rappresenta ed in particolare alle istituzioni. Oggi, ed in prospettiva, chi risulta totalmente penalizzato è l’indotto. Stessa cosa sta accadendo relativamente all’altro caso scottante del nostro territorio: il caso Fincantieri”.

Una vicenda alla ribalta ormai da mesi quella della Fincantieri di Ancona, che sembra oltre tutto ancora molto lontana dal trovare soluzioni accettabili ed utili. “Comprendiamo lo stato d’animo dei dipendenti della Fincantieri che rischiano il posto e quindi il loro futuro – continua Gregorini – ma riteniamo altrettanto drammatica la situazione dell’indotto, che però passa inosservata e non dovrebbe, data l’importante consistenza numerica di imprese che lavorano per conto della Fincantieri”.

In effetti sono decine e decine queste piccole e medie imprese che garantiscono svariati posti di lavoro, molti in più delle stesse maestranze Fincantieri. Posti di lavoro assolutamente non più garantiti visto il concreto rischio di chiusura di queste attività dell’indotto.

“Le situazioni vanno inquadrate per quello che sono – asserisce Otello Gregorini – e chiunque è chiamato in causa per adoperarsi a trovare soluzioni che diano risposte a tutti i soggetti coinvolti, non sono ad alcuni”.

“Inoltre – aggiunge – una parte del mondo imprenditoriale che noi rappresentiamo, chiede una soluzione pratica, ovvero che si facciano arrivare almeno una o due navi da realizzare ad Ancona. Qui, invece, si rischia addirittura di veder trasferire tale possibilità magari a Porto Marghera”.

“Le istituzioni in primis, la politica poi – osserva il direttore provinciale Cna – devono sapere che la vicenda Fincantieri impatta in maniera pesante sull’indotto, ovvero su quei soggetti che realizzano la gran parte di una nave. Chiediamoci se vogliamo distruggere definitivamente il distretto della nautica,  che abbiamo per tanto tempo guardato con orgoglio come fosse un nostro fiore all’occhiello. Non sarebbe invece il caso di ritenerlo ancora un settore valido dal quale ripartire per rilanciare l’economia della regione?”

Cna provinciale di Ancona, insieme a Cna Marche e con il sostegno di altre associazioni, porranno la questione all’attenzione della Regione, e se non dovesse bastare, anche all’attenzione del Ministero.

“Siamo stanchi di essere considerati supporto fondamentale verso i grandi gruppi – conclude Gregorini – perché quando c’è da prendere sono loro a farlo, mentre è il mondo delle pmi a pagare nel momento in cui si verificano problemi. D’ora in avanti vigileremo sulla questione perché ci sono tante imprese che sanno realizzare le navi e vogliono continuare a farlo, il