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Festa dell’olio nuovo

locandina festa olio nuovo 2011

locandina festa olio nuovo 2011

Senigallia- Come ogni anno, tra la fine di ottobre e l’inizio di novembre torna la raccolta delle olive e a Scapezzano di Senigallia si festeggia l’olio novello con la Festa dell’Olio Nuovo.

L’appuntamento annuale alla riscoperta del gusto, della storia e delle tradizioni nel territorio marchigiano dell’olivicoltura, si svolgerà quest’anno dal 10 al 13 novembre, festeggiando la decima edizione.

La festa dell’Olio Nuovo rappresenta un viaggio per riscoprire le qualità e le raffinatezze dell’olivicoltura in un territorio, quello Senigalliese dove l’olivo è presente fin dai tempi antichi. Nel territorio del Comune di Senigallia vi sono quattro frantoi. I produttori sono circa 500, al primo posto nella provincia di Ancona. Tra Scapezzano e Roncitelli operano tre frantoi che effettuano la vendita diretta e sono aperti al pubblico tutto l’anno. Scapezzano per questo ha sempre rappresentato un centro di grande interesse per l’olivicoltura della provincia di Ancona, in quelle terre fertili, carezzate dalla brezza del mare e dalle profumate colline, in armonia con quelle Terre di Frattula, già controllate dai Monaci di Fonte Avellana.

Anche quest’anno abbiamo voluto mantenere gli stessi giorni della manifestazione dell’anno scorso – sottolineano Francesco Cucchi e Marinella Betti, tra gli organizzatori della manifestazione – ma gli appuntamenti non mancheranno”.

L’evento, promosso dal Circolo ARCI PRO Scapezzano, Circolo ACLI Scapezzano, il Centro Sociale di Scapezzano e patrocinato dall’Assessorato all’Agricoltura della Regione Marche e della Provincia di Ancona e dall’Assessorato alle Attività Economiche del Comune di Senigallia, giunge alla sua decima edizione grazie al sostegno dei frantoi Belfiore e Montedoro di Scapezzano, dell’Azienda Agricola Roncarati e della Banca Suasa – Credito Cooperativo.

Mercatini

Mercatini

Giovedì 10 si festeggerà l’olio nuovo per le vie di Scapezzano con l’apertura delle Osterie. Venerdì 11 ad animare la serata nel giorno di San Martino saranno i protagonisti del gruppo “La Damigiana”. Sabato 12 novembre la giornata sarà aperta dal passaggio della tappa del GirOlio d’Italia 2011, organizzata dalla Provincia di Ancona e dall’Associazione Nazionale Città dell’Olio. GirOlio è un viaggio fra i sapori e le tradizioni delle regioni italiane, con l’intento di celebrare i 150 anni dell’Unità d’Italia attraverso uno dei prodotti più importanti dell’agricoltura nazionale: l’olio. Nell’ambito di GirOlio si svolgerà una corsa ciclistica amatoriale con partenza da Monte San Vito (AN) e arrivo a Cartoceto (PU) passando per le città dell’Olio di Senigallia (Frazione di Scapezzano), Ostra e Corinaldo. L’appuntamento in occasione della festa sarà in Piazza del Castello alle ore 10.

Sempre sabato verrà riproposto, dopo il successo dello scorso anno, il corso teorico-pratico di potatura dell’olivo, curato dal Dott. Agronomo Dimitri Giardini e dall’operatore Nello Bomprezzi, con il rilascio di un attestato al termine dello stesso. Il corso chiuderà le iscrizioni mercoledì 9 novembre (info e prenotazioni 338.4364169) e comunque fino al raggiungimento dei posti disponibili: l’anno scorso l’appuntamento ha mostrando l’attenzione e il particolare interesse delle persone verso il mondo dell’olivicoltura.

Domenica 13, la giornata sarà aperta dalla visita in pullman ai Franto e Aziende Agricole aperte, con rientro alle ore 13,30 e pranzo con i prodotti delle Terre di Frattula (info e prenotazioni 348.3112620).

Alle 10.00 verrà aperto il mercatino di prodotti tipici dell’artigianato e dell’agricoltura locale e sarà possibile mangiare nelle osterie anche a pranzo. Alle 15.00 sarà la volta di “Cinemabile”, il cinema mobile per tutti, con piccoli cortometraggi che verranno proposti all’interno di un pulmino. Alle 16.30 si svolterà un convegno sulle proprietà salutistiche dell’olio extravergine di oliva tenuto dal Dott. Paolo Lavatori, con un breve saluto delle autorità Comunali e Provinciali. Alle 18.30 infine si svolgerà il concerto in memoria di Stefano Gasparini, presso la Chiesa S. Giovanni Battista di Scapezzano, con il gruppo “Laudare et Delectare” che presenterà una serie di canti popolari marchigiani e nazionali.

Tra i protagonisti della manifestazione anche la scuola di Scapezzano con la mostra “Adotta un ulivo”, dove bambini e insegnanti lavoreranno con molto impegno per creare con la loro fantasia dei bellissimi lavori a tema sull’olivo adottato “Scapezzolivo”.

La Festa dell’Olio Nuovo di Scapezzano sarà visitabile a partire dalle ore 19 di giovedì 10 e fino a domenica 13 novembre.

 
La giornata dell’Unità Nazionale e delle Forze Armate
forze armate

forze armate

La giornata dell’Unità Nazionale e delle Forze Armate è certamente una delle celebrazioni più sentite per il nostro Paese, soprattutto quest’anno in cui ricorre il 150° anniversario dell’Unità d’Italia.

Il 4 novembre è una data che racchiude diversi significati e permette non solo di ribadire con forza l’importante e imponente sacrificio di un’intera generazione di italiani che ha combattuto la Grande Guerra, ma anche di sottolineare lo sforzo corale per l’unificazione del territorio italiano. Un impegno enorme, racchiuso nelle infinite azioni di eroismo e di altruismo portate a termine dagli uomini delle nostre Forze Armate e che trovano un filo conduttore attraverso i decenni nell’insostituibile ruolo che oggi esse svolgono sia nella difesa della sicurezza nazionale sia nelle tante missioni di pace nel mondo.

Ricordare gli avvenimenti della Prima Guerra Mondiale vuol dire, prima di tutto, porre mente ad una complessa pagina della storia che ha visto l’Europa uscire dal conflitto indebolita dalle vittime (circa 8 milioni di morti e 20 milioni di feriti), dalle distruzioni, dai debiti e ad un momento della storia nazionale che conta la perdita di oltre 650 mila italiani, in particolare di molti giovani.

Così come non possiamo non riflettere sulle tensioni che, negli anni successivi la fine del conflitto, causarono in Italia scompensi politici e istituzionali che a loro volta produssero l’esplosione dei movimenti di massa, la fine del regime liberale e la nascita del movimento fascista.

Ciò premesso, però, la fase storica di grande confusione e disorientamento che stiamo vivendo ci impone di far conoscere alle nuove generazioni la storia di tantissimi giovani italiani, i cosiddetti “ragazzi del ’99” precettati ancora minorenni e frettolosamente istruiti che vennero mandati al fronte: erano poco più che adolescenti, eppure seppero dare un contributo enorme, spesso a prezzo della vita, alla vittoria finale di Vittorio Veneto dell’ottobre del 1918.

Oggi il sacrificio che si chiede ai nostri ragazzi è di diverso tipo: certo, non quello della vita, sicuramente però è a rischio il loro futuro e soprattutto non a causa di una minaccia esterna, come avvenne nei primi anni del ‘900, ma dell’incapacità delle generazioni che li hanno preceduti di progettare per loro un domani di speranza e di opportunità.

L’auspicio è che i ragazzi di oggi guardino ai loro coetanei di un secolo fa come modelli di comportamento, non per alimentare una vuota retorica, ma per rendersi conto che, dinanzi alle difficoltà, ai momenti gravi per la storia individuale e collettiva di un Paese, occorre impegnarsi in prima persona per poter poi pretendere che la società faccia altrettanto. In questo la scuola può e deve svolgere un ruolo essenziale, trasmettendo non solo conoscenze ma anche contribuendo a formare la coscienza civica e la consapevolezza che la salvezza di tutti passa attraverso la sfida di ciascuno verso le difficoltà della vita. E che l’Unità del Paese in cui viviamo, e che milioni di giovani inquadrati nelle nostre Forze Armate hanno costruito pagando un prezzo altissimo, è il bene supremo e insostituibile da difendere oltre ogni forma di divisione e davanti ad ogni tentativo di separazione.

Allora migliaia di giovani, provenienti dalle più diverse realtà del paese, neppure accomunati da una lingua condivisa, si trovarono a costituire, pur nella drammaticità delle circostanze, un’unità di intenti sotto una stessa bandiera. Oggi per fortuna la guerra non è più la terribile occasione unificatrice, ma certo resta più viva che mai l’esigenza di sentirci tutti appartenenti ad una medesima comunità.

 
Alla scuola Gianni Rodari “A scuola con gli amici” ci vanno da 10 anni
Festa scuola Rodari

Festa scuola Rodari

Pesaro- Un traguardo importante che l’amministrazione comunale ha voluto ricordare e  premiare. I bambini della scuola primaria Gianni Rodari di via Recchi, sabato hanno festeggiato un bel traguardo: 10 anni di partecipazione al progetto “A scuola ci andiamo con gli amici”.

Per questo, l’amministrazione comunale ha voluto premiare la scuola con un evento che rappresenta una tappa  importante per un progetto di grande attualità con obiettivi di forte valore quali la mobilità sostenibile e l’autonomia: un percorso che richiede impegno costante e partecipazione, grazie ai quali si sono ottenuti  risultati significativi per i ragazzi, per la scuola e per la città.

Sabato scorso, i bambini si sono dati appuntamento come al solito alle 8, ai due punti d’incontro di via Lubiana e via Trometta, per raggiungere tutti insieme la scuola.

Con loro, a sorpresa, c’erano anche  gli “ex bambini del 2001”, i pionieri che hanno dato vita al  progetto  ben 10 anni fa.

Daniel, Mattia, Alessandro, Sara, Andrea, Enrico (che oggi hanno 18-19 anni) accompagnati dalla loro ex insegnante Emilia, sono stati testimonial della manifestazione e hanno percorso a piedi il tragitto fino a scuola con i piccoli alunni di oggi.

E poi  la cerimonia: alla dirigente scolastica Giuliana Ceccarelli  è stata consegnata una targa di riconoscimento per l’impegno dimostrato e ai ragazzi del 2001 un attestato ed un “contapassi” per ricordarsi  di mantenere  la sana abitudine di spostarsi in città a piedi o in bicicletta.

La festa è stata allietata dalla partecipazione dei volontari della Protezione civile, della Polizia municipale, Loris di Pesaro Village e il mago Claudio del Club Magico Marchigiano Ezio Giulietti.

Tanti ragazzi in questi anni sono andati a scuola a piedi nella consapevolezza che oltre a rafforzare la propria autonomia, familiarizzando con la realtà del proprio quartiere, contribuivano  a migliorare la qualità dell’ambiente: scegliere i piedi e la bici al posto dell’auto significa  riconquistare la sana abitudine di spostarsi in modo sostenibile.