Dopo le mie reiterate, annose denunce su questo problema, rilevo soltanto una generalizzata indifferenza, incerti balbettii ed un vero e proprio muro di gomma, con l’unica esternazione di tante ovvietà da parte di coloro (tanti) che, invece, dovrebbero schierarsi con energica unanimità dalla parte del cittadino (vero e proprio caso di stalking passivo).
Ecco perché ritengo che, ormai, sia giunta l’ora di porre in essere una diffusa, immediata protesta civile: l’obiezione fiscale.
Oltre al problema di essere rimborsati per le somme indebitamente pagate dal cittadino negli ultimi dieci anni, la vera questione ruota attorno alle bollette in corso di emissione.
Consiglio, pertanto, ai cittadini di pagare solo in parte l’importo richiesto in bolletta, sottraendo la quota del 10% di IVA non dovuta, e specificando, nella causale del bollettino di pagamento, la dicitura: “TIA dedotta dell’IVA 10%”.
Si precisa che la legge non conferisce rilevanza penale ad una presunta eventuale evasione, essendo stato chiarito che non si tratta di una imposta in senso tecnico.
Affinché la favola de “Il lupo e l’agnello” di Fedro, a distanza di oltre 2000 anni, non si ripeta e valga per tutti coloro i quali opprimono gli innocenti con finti pretesti (quando si vuole una giustificazione alla propria prepotenza, ogni pretesto è valido).
Perché Pesaro non sia più una città sonnolenta!.
Il Difensore Civico
dott. Benedetto Pansini




