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Rimborso Iva sulla tassa rifiuti: la cassazione ha detto si. Occorre una protesta civile
Benedetto-Pansini

Benedetto-Pansini

Dopo le mie reiterate, annose denunce su questo problema, rilevo soltanto una generalizzata indifferenza, incerti balbettii ed un vero e proprio muro di gomma, con l’unica esternazione di tante ovvietà da parte di coloro (tanti) che, invece, dovrebbero schierarsi con energica unanimità dalla parte del cittadino (vero e proprio caso di stalking passivo).

Ecco perché ritengo che, ormai, sia giunta l’ora di porre in essere una diffusa, immediata protesta civile: l’obiezione fiscale.

Oltre al problema di essere rimborsati per le somme indebitamente pagate dal cittadino negli ultimi dieci anni, la vera questione ruota attorno alle bollette in corso di emissione.

Consiglio, pertanto, ai cittadini di pagare solo in parte l’importo richiesto in bolletta, sottraendo la quota del 10% di IVA non dovuta, e specificando, nella causale del bollettino di pagamento, la dicitura: “TIA dedotta dell’IVA 10%”.

Si precisa che la legge non conferisce rilevanza penale ad una presunta eventuale evasione, essendo stato chiarito che non si tratta di una imposta in senso tecnico.

Affinché la favola de “Il lupo e l’agnello” di Fedro, a distanza di oltre 2000 anni, non si ripeta e valga per tutti coloro i quali opprimono gli innocenti con finti pretesti (quando si vuole una giustificazione alla propria prepotenza, ogni pretesto è valido).

Perché Pesaro non sia più una città sonnolenta!.

Il Difensore Civico

dott. Benedetto Pansini

 
Iva, Tia, cittadini tartassati, reazione politica, assente, agenzia delle Entrate, non pervenuta. Il silenzio fa molto rumure
Benedetto Pansini

Benedetto Pansini

A distanza di una settimana dal comunicato stampa, con il quale ho reso noto il contenuto della sentenza n. 3756/12 della Corte di Cassazione che ha “cassato” l’interpretazione data dal Ministero delle Finanze, mi vedo costretto a tornare sull’argomento perch・rilevo che a Pesaro la situazione ・ a dir poco avvilente.
Infatti, a fronte delle tante richieste e domande di cittadini “tartassati”, non c’・stata alcuna reazione – apparentemente – da parte di coloro i quali sono stati, pi・o meno esplicitamente, chiamati in causa.
E cio・
-        i partiti politici, nessuno escluso, i quali, trasversalmente dovevano prendere l’iniziativa “ad adiuvandum”, per sostenere le richieste dei cittadini truffati dallo Stato;
-        le istituzioni governative, tenute a farsi carico e quindi a segnalare questo evidente caso di “prepotenza” dello Stato in danno del cittadino;
-        l’Agenzia delle Entrate, sempre sollecita nel richiedere quanto dovutole dal cittadino contribuente. Ma, in questo caso, sorda muta e cieca!
Preciso che di questa vicenda me ne sono già occupato circa due anni orsono, con analogo diffuso silenzio.
Invito, quindi, tutti i chiamati in causa ad eliminare questa atarassica apatia ed ad interessarsi finalmente del cittadino pesarese.
Attraverso, almeno il blocco dell’IVA dall’importo delle bollette in corso di emissione.

 
La sentenza della Cassazione sullo stupro di gruppo fa discutere: l’intervento dell’assessore Ciaroni
l'assessore Daniela Ciaroni

l'assessore Daniela Ciaroni

Pesaro- Dopo la sentenza della Corte di Cassazione di ieri, che rende non più obbligatoria la detenzione in carcere per chi ha commesso uno stupro di gruppo,
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