Era a Montreaux Svizzera per alcuni concerti di un tour europeo. se ne è andato prima di compiere il suo 69esimo compleanno il 4 marzo.
Uno dei più grandi artisti degli ultimi decenni, è un lutto inaspettato, un vuoto per la canzone italiana, un’assenza per la cultura italiana che perde un genio, un talento che inizia la sua carriera a Bologna nel 1971 con la canzone 4 marzo 1943.
Una scalata con dei capolavori tra cui ” come è profondo il mare” che gli dà il successo da star, poi Futura, Cara, Anna e Marco. Nel frattempo insieme a Francesco de Gregori e Ron aveva condotto Banana Republic, il tour che per la prima volta ha portato i grandi della musica d’autore negli stadi. 30 anni dopo i due sono tornati in tour insieme, ma senza alcun atteggiamento nostalgico, un modo d’essere totalmente agli antipodi della personalità dell’artista bolognese, che è sempre stato un personaggio imprevedibile, dotato di un senso dell’umorismo surreale e di un particolarissimo gusto per la provocazione.
E poi ancora Attenti a lupo, Caruso, ma anche uno scopritore di talenti Ed è strano constatare che la sua ultima apparizione in tv sia stata al festival di Sanremo, dove era andato in veste di tutor di Pierdavide Carone. Anche in quell’occasione non ha perso l’occasione per esprimere le sue idee, criticando le giurie e anche gli interventi di Celentano.
E’ morto all’improvviso a Montreux, la città che ospita uno dei festival jazz più importanti del mondo. Il jazz, il suo grande amore da dove era cominciata la sua avventura di genio della musica.
Ciao Lucio.



