Category: Provincia di Ancona
Direttiva Europea sulle concessioni demaniali marittime ad uso turistico-ricreativo
Rotonda

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Senigallia- Domani giovedì 23 febbraio importante e fondamentale confronto al Ministero del Turismo tra Regioni e Governo su Demanio Marittimo e Direttiva Bolkestein.

Il Sindaco e l’Amministrazione Comunale vogliono sostenere con forza gli argomenti che saranno rappresentati al tavolo del confronto in difesa e a tutela del nostro turismo balneare e delle nostre eccellenze imprenditoriali del settore. Ciò anche richiamando la mozione che con voto unanime è stata approvate il 6 luglio 2011 dal Consiglio Comunale.

 

Infatti la direttiva europea sulle concessioni demaniali marittime ad uso turistico-ricreativo assesta un colpo gravissimo all’Italia, non giustificabile se non con la mancanza di un’adeguata visione dei problemi italiani, soprattutto da parte dei Paesi del Nord Europa, dove ci sono condizioni climatiche profondamente diverse e dove le strutture turistico-balneari sono sostanzialmente assenti. La stessa direttiva rischia di produrre, per gran parte delle piccole realtà imprenditoriali attualmente concessionarie, una vanificazione degli sforzi compiuti in lunghi anni di lavoro nella creazione del valore economico degli stabilimenti balneari e nella creazione di un sistema di interrelazioni con le altre imprese del settore turistico ricreativo.

 

Il Sindaco e l’Amministrazione Comunale si impegnano:

- ad agire, in ogni sede, per sensibilizzare Regione, Governo e Unione Europea sulle peculiarità che caratterizzano le imprese del settore turistico-balneare a Senigallia e per le quali potrebbero essere individuate soluzioni differenti rispetto a quelle previste dalla “direttiva servizi”, proponendo alla Commissione europea modifiche volte a escludere le concessioni demaniali ad uso turistico-ricreativo dalla “direttiva servizi” o a prevedere per esse una diversa applicazione della direttiva medesima, in virtù della specificità del settore, caratterizzato da rilevanti investimenti materiali e occupazionali, della sua unicità a livello europeo, dei motivi di interesse generale, di sicurezza e tutela ambientale previsti dalla direttiva medesima quali fattori di esclusione, del sussistere della libertà di stabilimento in ragione della vastità delle risorse naturali presenti lungo le coste italiane e della conseguente possibilità di rilascio di nuove concessioni;

- a valutare il contenuto del “Small business act” azione comunitaria a difesa delle piccole imprese

- a valutare ogni più opportuna iniziativa al fine di non penalizzare il settore turistico-balneare e i relativi livelli occupazionali;

- a promuovere l’introduzione di una norma transitoria di lungo periodo al fine di realizzare e garantire il principio della tutela dell’affidamento derivante dalla certezza del diritto in considerazione degli investimenti ancora in essere eseguiti dagli attuali concessionari;

- alla luce dell’esigenza di armonizzazione della disciplina codicistica con i principi di derivazione comunitaria, a valutare l’opportunità di una revisione della parte prima del Codice della navigazione, con particolare riguardo all’articolo 49, nella parte in cui esclude ogni indennizzo per il concessionario in caso di devoluzione delle opere allo Stato;

- a proseguire nell’impegno di raggiungere un accordo tra esecutivo, Regioni e rappresentanti delle organizzazioni del settore turistico-balneare sulle problematiche legate alle concessioni demaniali marittime ad uso turistico-ricreativo, al fine di giungere alla definizione di un quadro legislativo per il settore fondato su una durata delle concessioni che salvaguardi gli investimenti effettuati dalle imprese stesse.

 
Fondi Bei a sostegno delle piccole medie imprese
soldi

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Ancona- “Dopo poco più di un anno di distanza dall’avvio del fondo Bei per le imprese il bilancio è ampiamente positivo: centinaia di aziende hanno fatto ricorso a questo strumento di agevolazione.

Si tratta di credito agevolato particolarmente importante in una fase di carenza di liquidità come quella che viviamo. Assieme a Ubi Banca Popolare di Ancona, che si era aggiudicata la gara d’appalto, abbiamo assicurato la buona performance del fondo, grazie ad un attento monitoraggio, in accordo con le categorie economiche.

Nei mesi scorsi abbiamo anche approvato l’ampliamento dei settori ammissibili alle agevolazioni, estendendo i finanziamenti ai settori dell’agricoltura, della pesca, del commercio, del turismo, dei trasporti, delle costruzioni, e dei servizi finanziari alle imprese.

Ora si tratta di continuare su questa strada, avviando un veloce confronto con l’istituzione finanziaria europea per nuove rilevanti provviste”. Sara Giannini, assessore regionale alle Attività produttive, commenta così i risultati del fondo a sostegno delle piccole e medie imprese marchigiane. Le risorse erano state reperite dalla Regione presso la Bei (Banca europea degli investimenti) e sono gestiti attraverso gli sportelli di Ubi Banca Popolare di Ancona.

“Vogliamo restare al fianco delle piccole e medie imprese marchigiane – commenta il Direttore Generale della BPA, Luciano Goffi -, sostenendole concretamente nella nuova sfida per mettersi alle spalle la crisi e, finalmente, rilanciarsi”. Dopo essersi aggiudicata la gara istituita dalla Regione Marche (DDR Marche n, 421/503), la UBI >< Banca Popolare di Ancona, gestore dei finanziamenti con Fondi BEI (Banca Europea per gli Investimenti), in soli 14 mesi ha esaurito il plafond di 100 milioni di euro volti a finanziare progetti di investimento delle PMI.

A dimostrazione dell’efficacia del provvedimento e dell’efficienza della Banca Popolare di Ancona, va detto che le richieste di finanziamento sono andate ben oltre il plafond previsto, nel breve volgere di poco più di un anno di attività.

I finanziamenti hanno riguardato e riguardano tutte le tipologie delle PMI, che hanno ricevuto fondi per immobili sede dell’impresa e impianti (compresi quelli destinati all’efficientamento energetico); il ricambio generazionale; l’acquisto di macchine e di attrezzature; l’acquisto di scorte, materie prime e prodotti finiti.

A fronte di richieste complessive pari a 112.536.000 euro, sono già stati messi a disposizione fondi per 87.091.500 euro ed entro il mese di marzo si arriverà alla disponibilità complessiva dei 100 milioni previsti. I progetti finanziati sono stati deliberati ad imprese di tutte le provincie marchigiane. In particolare, 36.385.500 euro nella provincia di Ancona; 6.425.000 in quella di Ascoli Piceno; 16.639.000 nel Fermano; 22.612.000 nella provincia di Macerata; 5.030.000 nel Pesarese. Vista la validità e l’efficienza dello strumento di finanziamento, si punta con decisione ad un rinnovo del provvedimento sollecitato dalla Regione Marche con la Banca Europea per gli Investimenti.

 
188 donne per la Legge 188
firma

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Domani 23 avverrà, in tutte Prefetture d’Italia, una delegazione di donne consegnerà ai Prefetti, una lettera indirizzata al Presidente del Consiglio, ai Presidenti di Camera e Senato, al Ministro del Lavoro e a tutte le Parlamentari nella quale viene richiesto un intervento legislativo urgente ed efficace per combattere il fenomeno.

Nella Provincia di Ascoli Piceno hanno sostengono l’iniziativa, oltre alla Consigliera di Parità, tra esponenti delle principali organizzazioni sindacali e di alcuni partiti politici nonché dei i Comitati “Senonoraquando”.

Secondo questa pratica illegale ma purtroppo assai diffusa, il dipendente firma una lettera di dimissioni senza data al momento dell’assunzione: in qualunque momento può essere obbligato dal datore di lavoro ad andarsene e, pur essendo nella realtà licenziato, il lavoratore figura come dimissionario e non può pertanto aver diritto, per esempio, ad indennità di disoccupazione o ad altri ammortizzatori sociali.

Un ricatto al quale molti lavoratori devono sottostare pur di avere un lavoro! La legge 188 del 2007 introduceva dei meccanismi procedurali che di fatto vanificavano la possibilità di apporre firme in bianco di pre- licenziamento al momento dell’assunzione ma ebbe breve durata poiché su abrogata in sordina nell’estate del 2008. Vittime di questo abuso sono soprattutto le donne-mamme: tra le cause principali per essere “dimissionati” vi è infatti proprio la nascita di un figlio, in aggiunta a motivazioni quali l’età, il sopraggiungere di una malattia e i rapporti col sindacato.

Un recente rapporto del CNEL evidenzia che tra le donne in età compresa tra i 25 e i 45 anni, dopo la nascita di un bambino il tasso di occupazione passa bruscamente dal 63% al 50%, per crollare ulteriormente dopo la nascita del secondo. Secondo i dati della Direzione Regionale del Lavoro delle Marche, rielaborati dalla Cgil Marche, solo nel 2011, 620 lavoratrici si sono dimesse nel primo anno di vita del bambino. Le Consigliere di Parità per la Provincia di Ascoli Piceno Paola Pettrucci – effettiva- e Paola Casciati – supplente – sostengono la necessità di un intervento legislativo urgente ed efficace contro le cosiddette dimissioni in bianco. In questa fase di riorganizzazione del mercato del lavoro è importante non abbassare la guardia e il ripristino della Legge 188 (o la realizzazione di un’analoga norma) rappresenta un atto di civiltà dovutonei confronti delle lavoratrici e dei lavoratori.