Riguardo la decisione di tagliare i pini di Viale dello
Sport e Via Ferri a S.Benedetto del Tronto,
http://www.ilsegnale.it/2012/05/47705/via-ferri-e-viale-dello-sport-dicono-addio-ai-loro-pini-ma-ce-il-2×1/] si rimane interdetti di fronte alla leggerezza con cui si prendono tali decisioni adducendo scuse assurde, come le radici che danneggiano l’asfalto. Perché i cittadini non insorgono con la stessa veemenza contro le buche e l’asfalto groviera della città, molto più pericolosi delle radici giustamente ribelli dei pini? Un albero non può scappare né ribellarsi. Cosa dovrebbe fare un povero pino sepolto dal cemento, lasciato a se stesso, tosato da potature selvagge che lo porteranno a morte certa? Al sindaco che non ripara le buche,invece, chi gli taglia le radici?
Questi squallidi episodi sono la dimostrazione che ogni cittadinanza ha l’amministrazione che si merita.
Ci sarebbe da fare un gran lavoro di alfabetizzazi
one culturale ed educazione ambientale tra San Benedetto del Tronto e Grottammare. Mentre in altri paesi limitrofi, la popolazione insorge per salvare i pini da scriteriate e ignoranti decisioni delle amministrazioni comunali, per cui gli alberi sono solo un inutile optional, a S.Benedetto del Tronto e Grottammare, il taglio è richiesto dagli stessi cittadini e dai comitati di quartiere. L’ignoranza è il male peggiore dell’umanità, e la scusa delle radici ormai è un leitmotiv che non ha alcun fondamento
Gli unici alberi che possono essere ripiantati tra Grottammare e S.Benedetto sono quelli di plastica ( senza radici) con la gioia di coloro che credono che un albero sia solo un accessorio senza vita. Che tristezza!
Daniela Ballestra
Presidente di “Arca 2000” onlus diritti dell’animale malato




